25 aprile 2010  h. 16, 30

 

Gruppo IDeA (Interdisciplinary Design Activity)

Casa del Capitano - Castello di San Vigilio Bergamo

LE IMPRONTE DELL'ESPERIENZA

     L’incontro è stato organizzato dall’architetto Fulvio Valsecchi   alfine di fare conoscere il lavoro dell’artista  il quale, ha articolato la propria relazione trattando le differenti indagini della Materia che più hanno contribuito al nascere ed allo sviluppo del   suo  lavoro di scultore, otto accennate.  

I- ll calore dell’alchimia                           

Nelle sculture realizzate dal 1984 al 1986, sul foglio di  vetro vengono fissate con la cera stearica, oltre frammenti di vetro, altri materiali quali: terra, sabbia, pietra o legno materie organiche ed artificiali.  I diversi elementi si incontrano sulla superficie e vengono quindi fissati con la cera che acquisisce, pur nella peculiare fragilità una funzione strutturale.                                  

II - La suggestione della roccia che galleggia

Mi hanno sempre affascinato le  rocce di calcare di del “Bogn” di Zorzino disposte a strapiombo del lago d’Iseo coi suoi strati raddrizzati verticalmente.Ancora oggi tali pietre appartengono al materiale che prediligo facendolo lavorare con il vetro.

III - La memoria del quotidiano                                                    

In questo periodo l’oggetto come in un’ autopsia è sottoposto un intervento conoscitivo, la ricostruzione della parte eliminata seppur fragile, vuole celebrare la memoria, mediante l’emulazione dell’originaria verità. 

IV - Il ritmo della luce

Prende l’avvio con più forza nel 1989, l’espandersi del sodalizio di materiali diversi quali il vetro, il legno, la resina, la gomma.  La scultura si evolve in una complessa combinazione e la progressione geometrica degli elementi vetrosi  propone l’organizzazione di  cellule di luce rifranta e concentrata e in una sorta di puzzle spaziale.

V - La luce che genera la scultura                                               

Seguente alle masse di vetro degli agglomerati del 1989, si ripropone la ricerca sulla figura  inaugurata nel 1987. Le sculture si presentano in un gioco di rifrazioni e regalate dalle sagome di vetro stratificato.

VI - La vulnerabilità  della materia                                             

A seguito dell’esperienza figurativa della fine degli anni novanta, la riflessione sulla vulnerabilità della materia, viene espressa dal ferro arrugginito che lavora con il vetro.

VII - I suggerimenti del tempo dalla roccia                             

L’impiego del cemento armato utilizzato fin dagli inizi si ripresenta in una sorta di “pittura” con le pietre.

VIII - Con-tatto                                                                            

linguaggio silenzioso che proviene dall’esperienza tattile, presenta con più intensità nelle sculture degli inizi del 2000.