Darfo Boario Terme (BS)

 

 

 

 Cosa mi interessa di Maurizio del Piano

Ciò che mi interessa di Maurizio del Piano e con lui condivido è la passione e l’attenzione per la materia. Per qualsiasi materia, la meno nobile e più quotidiana, in tutte le sue forme di uso e di degrado, l’asfalto, il vetro, il ferro arrugginito, parzialmente già lavorato in vista di altre destinazioni, il sasso più che la pietra, sottoposti all’azione del tempo e degli uomini, frantumati e sbrecciati; la sua capacità di trovare della poesia in ogni relitto, di combinarlo come il bricoleur di Levy Strass in modi imprevisti.

 

Non ricordo più quando ho conosciuto Maurizio. Sono comunque oramai molti anni che ho visitato per la prima volta la sua casa laboratorio all’inizio della Val Camonica, in un luogo già di per sé inusuale. Con lui ho fatto dei progetti; progetti umili: di pavimentazioni di spazi pubblici, di messa in evidenza e valorizzazione di ciò che già esiste nel terreno, di conferimento di un ruolo non retorico a grandi sculture entro spazi aperti.

 

Ciò che Maurizio fa è difficile da proporre ad un mondo ove regna la superficialità dell’immagine ben levigata, ciò che ricorda qualcosa di già noto, ove regna il déjà vu. Le opere di Maurizio, con il loro radicamento tellurico in materie ben note, appaiono stranamente spaesate in questo mondo, difficili per lo sguardo distratto di chi frequenta la città ed il territorio contemporanei. Non costruiscono immagini facilmente riproducibili nella memoria individuale e collettiva. Ciò che esse comunicano è una dimensione mitica che richiede un’osservazione lenta, uno sguardo insistito. E’ come se fossero lì in attesa di compiersi grazie anche a noi che le interpretiamo.

 

Bernardo Secchi

 

Milano 13 settembre 2009